venerdì 23 novembre 2012

Petit beurre sì.. ma senza glutine!

Lo ammetto..
Ho ceduto al suo fascino, non ce l'ho fatta a resistere..
Ma da un pò di tempo a questa parte era diventato un'ossessione.. Lo vedevo ovunque.. E più cercavo di convincermi che non faceva per me più il richiamo diventava forte..

E così è bastato un ritardo del treno.. e la libreria in stazione..
Quel libriccino con lo stampo è stato mio!
Ma non è colpa mia.. Lui si è approfittato di un momento di debolezza..

Ma ormai la frittata è fatta, ora mettiamo le mani in pasta! Dopo aver provato la ricetta base per i biscotti (potete guardare quelli di Martina) ho deciso di provare una versione alternativa.. gluten free!
E sapete che a tutti gli assaggiatori è piaciuta di più quest'ultima versione?
Provata e approvata! :)

Non ci credete?
Vi sfido a farli! E a fare il confronto :)

Ecco quindi i

PETIT BEURRE GLUTEN FREE



Ingredienti (per circa 70 biscotti):
200 gr di zucchero
200 gr di burro salato
125 ml di acqua
2 gr di sale
125 gr di farina di riso
125 gr di farina di mais fioretto
1/2 bustina di lievito per dolci (8 gr)

Procedimento:
Sciogliere in un pentolino il burro con il sale e lo zucchero nell'acqua.
Quando il burro è completamente sciolto spegnere il fuoco e far raffreddare almeno 20 minuti.
Setacciare il lievito con le farine e versare il composto con il burro sciolto sulle farine.
Mescolare con un cucchiaio di legno (l'impasto è molliccio e appiccicoso, va bene così!).
Lavorare un pò fino a riuscire a formare una palla, avvolgerla nella pellicola e farla riposare in frigo almeno un paio d'ore.
Dopo il riposo stendere l'impasto sottile e coppare con lo stampino apposito.
Far riposare in frigo come suggerisce Martina per far sì che tengano meglio la forma in cottura.
Cuocere a 180° forno statico per circa 15 minuti.
Si dovrebbero conservare in una scatola di latta ma non ho potuto fare la prova perchè sono finiti il giorno stesso in cui li ho fatti...


sabato 17 novembre 2012

Torta meringata semifreddo per un compleanno speciale

ATTENZIONE: Questo post è chilometrico e la lettura è sconsigliata a chi ha fretta J
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Oh mamma! Cosa sta succedendo?
Ben due ricette nel giro nemmeno di una settimana???
L’astinenza da blog si stava facendo sentire troppo e ora sono in piena fase creativa/cucinifera! J
Ma non fateci l’abitudine.. potrei risparire per un altro mese! O anche due.. così mantengo la media di un post al mese J
Scherzi a parte, l’idea di questo dolce è frutto di una combinazione fortuita di più fattori, una specie di congiunzione astrale di quelle che si verificano una volta al secolo!..
Il primo fattore è stato che riprendendo a gironzolare per la blogsfera ho fatto una piacevolissima scoperta.. il bellissimo blog di Ema che vi invito a visitare nel caso non lo conosciate già.. E leggendo i suoi post a ritroso ho scoperto che c’è un contest in corso che prevede la realizzazione di un dolce “da compleanno” con l’utilizzo della frutta secca .. Il richiamo è stato troppo forte! Mi piace cucinare (e soprattutto mangiare!) dolci, e la frutta secca l’adoro.. Pensate che nella mia borsa da Mary Poppins mi trascino in giro tra le varie cose indispensabili non manca mai un sacchettino di nocciole o mandorle o noci.. E non scherzo.. chi mi conosce può testimoniare!
Il secondo fattore è stata la scorta industriale di albumi in freezer che necessitava di essere smaltita (ci credete che ne avevo accumulato quasi 1 kg??? Un po’ alla volta vi racconterò come l’ho fatta fuori J)
Mumble mumble.. Frutta secca+albumi da smaltire=dacquiose?? Noooooo, troppo semplice! Già provata, certo è buona ma volevo qualcosa di diverso! Non so voi ma io vorrei sempre cucinare qualcosa di nuovo, mi annoio a fare sempre le stesse cose!
E qui arriva un terzo fattore.. più personale se vogliamo.. avevo un conto in sospeso con le meringhe! Non ne vado pazza, ma mi faceva diventare pazza il fatto di non essere mai riuscita ad ottenere delle belle meringhe bianche e fragranti.. Possibile che tutti ci riescano e io no??? E allora via a farsi una cultura (utilissimo questo articolo) per poi passare alla temuta pratica!
Mettiamoci poi il mio amore smisurato per Montersino (che ho scoperto essere apprezzato anche da Ema!) e gli “ingredienti” per il dolce sono pronti..
Il mio dolce di montersiniana ispirazione avrebbe contenuto le meringhe, la frutta secca e sarebbe stato anche gluten free in modo da permettere ad Ema di festeggiare con una fetta di questa torta non solo virtualmente ma anche realmente! E poi ci sarebbe stato il cioccolato, che un dolce senza cioccolato che dolce è???
Pronti?.. criceti… VIA!!!!!!
Ecco cosa ha partorito la mia mente dopo ore (che dico? Giorni!) di elucubrazioni mentali:
MERINGATA SEMIFREDDO AL PRALINATO DI MANDORLE E NOCCIOLE (scusate ma un nome più breve non l’ho trovato..)
* per una versione glutenfree assicurarsi che tutti i prodotti utilizzati siano tra quelli indicati nel prontuario degli alimenti senza glutine


Ingredienti (per una tortiera da 26 cm):
·         Per la meringa francese (quella che si cuoce per capirci):
200 gr di albume
200 gr di zucchero semolato
200 gr di zucchero a velo (occhio che solitamente quello in commercio contiene amido, quindi per la versione gluten free assicurarsi che non ci sia amido di frumento all’interno)
Un cucchiaino scarso di cremor tartaro o di succo di limone (facoltativi –io infatti me ne sono scordata- ma utili perchè gli acidi favoriscono la montatura degli albumi e in più il succo di limone aiuta a mantenere le meringhe belle bianche)
50 gr di cioccolato fondente (a scaglie o in gocce)

·         Per il semifreddo (partendo dalla ricetta di Montersino trovata qui )
425 gr di panna da montare
100 gr di meringa italiana
225 gr di pralinato di mandorle e nocciole

·         Per la meringa italiana (sempre di Montersino, con questa dose ne viene in più, ma può essere conservata in freezer ed è subito pronta all’uso perché data l’alta percentuale di zucchero non solidifica; può essere usata come base per creme o anche come decorazione)
125 gr di albumi
50 gr di zucchero semolato
50 gr di acqua
200 gr di zucchero semolato

·         Per il pralinato mandorle e nocciole
125 gr di nocciole sgusciate Noberasco
125 gr di mandorle sgusciate Noberasco
125 gr di zucchero semolato
40 gr di acqua
Un pezzetto di burro di cacao, circa 10 gr, per non far attaccare mandorle e nocciole durante il raffreddamento (l’ho comprato qui)

·         Per la finitura
Meringa italiana (con le dosi indicate sopra ne vengono più dei 100 gr richiesti per  il semifreddo)
100 gr di cioccolato fondente al 70%
20 gr di burro di cacao
Granella di mandorle e nocciole a piacere (una manciata di mandorle e nocciole tritate grossolanamente al coltello)

Procedimento:
Prima di tutto preparare la meringa francese.
Montare i 200 gr di albumi con 200 gr di zucchero semolato e il cremor tartaro/succo di limone. Non usare assolutamente il classico pizzico di sale perché inizialmente aiuta a montare gli albumi ma poi rende la massa meno stabile e fa rilasciare la parte acquosa. Una volta che la massa è bella spumosa aggiungere i 200 gr di zucchero a velo poco alla volta mescolando delicatamente con una spatola in silicone, con pochi movimenti decisi in modo da non far smontare il composto.
Versare il composto in una sac à poche con bocchetta liscia da 10mm (o 1 cm che è lo stesso ma 10mm fa più figo!). Disegnare due dischi della circonferenza di 24 cm (più piccoli quindi della circonferenza finale del dolce) su teglie ricoperte di carta forno con un movimento a spirale, partendo dal centro. Per fare le cose iper precise potete disegnare i cerchi sul retro della carta forno, in modo che l’albume non venga a contatto con l’inchiostro. Realizzare poi anche una decina di meringhette per la decorazione finale.
Unite all’ultima parte di meringa avanzata (perché ne avete ancora un po’ da parte no?) i 50 gr di cioccolato in gocce o in scaglie e amalgamate velocemente. Fate quindi delle meringhe “a schiaffo” ovvero schiaffate delle cucchiaiate di composto sulla teglia senza fare attenzione alla forma, in quanto queste meringhe finiranno sbriciolate all’interno della torta.
Cuocere quindi  le meringhe in forno ventilato (devo ammettere che ero scettica sull’uso del ventilato perché temevo che le seccasse solo all’esterno e in più le facesse colorire per effetto della caramellizzazione dello zucchero ma mi sono dovuta ricredere); io ho cotto 3 teglie insieme, forno ventilato a 80° per 3 ore e poi le ho lasciate fino a raffreddamento completo dentro il forno.
Passare quindi alla preparazione del pralinato di mandorle e nocciole (rispetto alla ricetta di Montersino che lo propone di sole mandorle ho voluto fare un mix delle due e devo dire che ne sono molto soddisfatta!). Scaldare 40 gr di acqua con 125 gr di zucchero fino alla temperatura di 119° (ci vuole un termometro.. o un occhio clinico come quello di Montersino! Ad avercene…); aggiungere quindi i 250 gr di  frutta secca scaldata al microonde per qualche secondo per non provocare uno shock termico che farebbe cristallizzare lo zucchero sena permettere la pralinatura. Mescolare per bene. Inizialmente mandorle e nocciole verranno ricoperte da cristalli piuttosto chiari, ma aspettando un po’ lo zucchero diventerà di un bel biondo scuro. Una volta avvenuta la pralinatura spegnere il fuoco e aggiungere un po’ di burro di cacao che serve per tenere separate le mandorle e le nocciole durante il raffreddamento; ho letto di chi suggerisce di utilizzare dell’olio di semi in alternativa al burro di cacao, ma non ho provato questa alternativa quindi non so se effettivamente funzioni allo stesso modo; ho anche letto che con il burro normale non funziona.. ma sono solo alternative lette in internet qua e là! Rovesciare quindi il pralinato su una teglia ricoperta di carta forno e allargare bene in modo da facilitare il raffreddamento.
Una volta freddo mettere la frutta secca pralinata in un buon robot da cucina con le lame e tritare fino ad ottenere una crema; inizialmente la frutta si ridurrà ad una polvere più o meno grossolana, potete conservarne una parte così per guarnire o se vi piace sentire i pezzetti di croccante sotto i denti; continuando a frullare la frutta secca rilascerà il proprio olio e si otterrà una bella crema.
Tenere da parte la crema di pralinato ottenuta e passare alla realizzazione della meringa italiana. Porre i 125 gr di albumi nella planetaria (ma si possono usare delle normali fruste elettriche) con 50 gr di zucchero semolato e iniziare a farli schiumare a bassa velocità; non devono montare, deve solo iniziare a formarsi una schiuma in superficie. Nel frattempo preparare uno sciroppo scaldando in un pentolino  i 50gr di acqua e 250 gr di zucchero semolato fino a raggiungere 121° (anche qui il termometro è praticamente indispensabile). A questo punto versare a filo lo sciroppo sugli albumi schiumati continuando a tenere in  funzione la planetaria, aumentare la velocità e far montare fino a completo raffreddamento. A me piace troppo vedere come quasi per magia si crea una massa gonfia e lucida!
Montare quindi la panna.
Per realizzare il semifreddo al pralinato pesare 225 gr di pralinato (ne avanzerà un pochino, ma il mio è finito a forza di ditate prima che finissi di montare il dolce J) e 100gr di meringa italiana (quella che avanza si può conservare in freezer, in un contenitore o se preferite in un sacchetto per alimenti così potrete adattare la massa che non solidificherà a quell’angolo inutilizzato del freezer). Aggiungere quindi un paio di cucchiaiate di meringa italiana al pralinato e mescolare in modo da ammorbidire la consistenza del pralinato stesso; aggiungere la restante parte di meringa italiana un po’ alla volta cercando di non smontare troppo il composto. Aggiungere quindi questo composto alla panna montata, un po’ alla volta e mescolando con pochi ma decisi movimenti dal basso verso l’alto. Il semifreddo è pronto!
Montaggio del dolce:
Porre su un vassoio o su un piatto ricoperto da carta forno e che dovrà andare in freezer un anello circolare da 26 cm. Iniziare posizionando il primo disco di meringa sul fondo (sarà più piccolo della circonferenza finale del dolce); ricoprirlo quindi con metà del semifreddo dosandolo con una sac à poche, sbriciolarci sopra le meringhe con le gocce di cioccolato, ricoprire con la restante parte di semifreddo. Ricoprire quindi con il secondo disco di meringa posizionando la parte liscia ovvero quella che è stata a contatto con la teglia verso l’alto (il dolce così sarà più regolare e carino). Stendere uno strato sottile di meringa italiana (qualche cucchiaiata di quella avanzata) e ricoprirla con la granella di mandorle e nocciole (per un effetto più irregolare/grossolano tritare la frutta secca al coltello).
Porre quindi il dolce a solidificare il freezer per almeno due ore.

Trascorso questo tempo di riposo preparare la copertura facendo sciogliere al microonde il cioccolato fondente e aggiungendo il burro di cacao; l’aggiunta del burro di cacao rende il cioccolato molto più fluido e quindi adatto a realizzare una copertura sottile (ho provato in passato a non mettere il burro di cacao e mi è venuta una copertura così spessa che non vi dico la fatica per tagliare il dolce!). Montersino indicava 60 gr di burro di cacao su 100 gr di cioccolato fondente ma mi sembrava davvero troppo, ho ridotto a 20 gr.
E adesso viene il passaggio più divertente!
Liberare il dolce ormai solidificato dall’anello e porlo direttamente su una grata sotto la quale avrete posizionato la carta forno. Versare quindi il cioccolato fuso sul dolce e con un phon (sì quello per i capelli!) azionato solo con aria fredda soffiare sul cioccolato in modo che si distribuisca bene su tutta la superficie fino a colare sui lati (la carta forno sotto serve a raccogliere il cioccolato in eccesso in modo che non vi sporchi il piano di lavoro). Decorare quindi a piacere con le meringhette tenute da parte.


dettaglio del pralinato
Riporre in freezer; tirare fuori il dolce circa mezzora prima di servirlo passandolo in frigo.





E con questa torta auguro a Ema un felicissimo blogcompleanno, con l’augurio che sia solo il primo di una lunga serie! E visto che ci sono partecipo al suo contest “Wow” Che dolce!” J


 

mercoledì 14 novembre 2012

Torta di mele della mia mamma

Toc toc.. c'è nessuno???
Non riesco a credere di non essere entrara qui a scrivere per più di un mese.. Non ho cucinato molto nel frattempo e quello che ho cucinato o non era nulla di esaltante oppure non l'ho fotografato.. brava me! :)

Quale miglior modo di riprendere se non con una ricetta semplice semplice? Quella qui sotto è la torta di mele della mia infanzia, quella che mi faceva mia mamma e che ancora mi fa qualche volta!
Se vi piacciono le torte non troppo dolci, con tanta frutta che in cottura diventa così scioglievole da sembrare crema all'assaggio.. ecco, allora è la torta per voi! :) Piacerà anche a chi non ama la frutta..
Quindi fatela!!! E non ve ne pentirete..

TORTA DI MELE DELLA MIA MAMMA


Ingredienti:
700 gr di mele sbucciate e detorsolate (circa 4 mele)
250 gr di farina 00
2 uova
100 gr di burro
4 cucchiai di zucchero per l'impasto + 2 per le mele
1 bustina di lievito
1 bicchiere di latte
un goccio di grappa o liquore a piacere (per fare una versione analcolica aumentare la dose di latte)
pizzico di sale
scorza grattata e succo di 1 limone
1 bacca di vaniglia

Procedimento:
Tagliare le mele sbucciate a fettine sottili e poi dividere ogni fettina in 2/3 parti.
Mettere le mele così tagliate in una ciotola dove avrete spremuto il succo di limone e aggiungere 2 cucchiai di zucchero.
Lasciar riposare e nel frattempo prepare l'impasto.
Montare le uova con la parte restante dello zucchero (4 cucchiai), aggiungere il burro fuso freddo, quindi il latte, la grappa, la buccia di limone, il pizzico di sale, la polpa di un bacello di vaniglia e per ultima la farina setacciata con il lievito. Non aggiungere ancora le mele!!!
Preparare una tortiera a cerniera imburrata e infarinata e porre qualche cucchiaiata del composto sul fondo, in modo da ottenere uno strato di circa 1 cm; a questo punto aggiungere le mele con il succo al resto dell'impasto, amalgamare e versare nella tortiera.
Con questo procedimento si evita che le mele vadano ad adagiarsi tutte sul fondo della torta!
Cuocere quindi in forno statico a 180° per circa 1 ora (fare la prova stecchino!).


Chi ne vuole una fetta per colazione??? :)


Con questa ricetta partecipo al Contest di Morena in cucina tutto dedicato alle mele!


mercoledì 10 ottobre 2012

Fette biscottate integrali.. per davvero!

Non so voi, ma io spesso sono colta da un raptus che mi spinge a fare in casa cose che normalmente siamo abituati ad acquistare già pronte senza pensare che si possano autoprodurre con poco sforzo..

E questo mi capita ancora più spesso quando vedo nella composizione di alcuni prodotti acquistati ingredienti che non mi piacciono in quanto poco naturali (vedi tutti gli additivi che inevitabilmente ci ritroviamo praticamente ovunque!).

E così, stanca di andare al supermercato alla ricerca di semplici e sane fette biscottate integrali e di vedere che  sistono fette biscottate integrali solo sulla carta ho deciso di farmele da me!
Ci sono produttori che usano una parte di farina integrale (se va bene ol 50%-60%) oppure quelli che usano la farina normale e poi ci aggiugono la crusca, ovvero la parte esterna del grano che è quella più ricca di fibre che viene separata per ottenere la farina bianca (e questo a che pro??? Dividi una cosa e poi la unisci?).

Dicevamo, ho deciso di fare le fette biscottate e quale ricetta avrei potuto provare se non quella della mitica Paoletta? Le sue ricette sono una garanzia, non possono non riuscire!

Unica modifica che ho fatto è stata utilizzare farina integrale al 100% e poi per pura dimenticanza non ho messo l'olio previsto dalla ricetta originale.. quindi sono venute ancora più light.. pochi, semplici e sani ingredienti.. nulla a che vedere con le fette che si comprano!
Per non parlare del gusto.. buone da impazzire.. in confronto quelle acquistate sembrano cartone..

Eccovi quindi le

FETTE BISCOTTATE INTEGRALI (da una ricetta di Paoletta , mie modifiche in rosso)





Ingredienti: (per circa 40 fette)
500 gr di farina 0 (per me farina integrale)75 gr di zucchero
5 gr di sale
12 gr di lievito fresco
225 gr di acqua (per me 250 gr, vuoi per la farina integrale che assorbe di più, vuoi per la dimenticanza dell'olio)1 albume
4 cucchiai di olio di semi (dimenticato)1 cucchiaino colmo di malto d'orzo

Per la spennellatura finale:
1 tuorlo
3 cucchiai di latte

Procedimento:
Fare una fontana con la farina.
Al centro sciogliere il lievito e il malto in 225 gr di acqua (i restanti 25 gr serviranno per l'inserimento del sale) e lasciar riposare 10 minuti.
Iniziare poi a idratare la farina portando dentro la fontana la farina dal bordo.
Aggiungere lo zucchero, l'albume e quando l'impasto è ancora umido il sale sciolto nell'ultima parte di acqua.
Impastare fino a quando l'impasto è bello liscio.

Far riposare mezzora in una ciotola coperta con pellicola.

Dividere in 2/3 pezzi, dare la forma a palla e far riposare coperto per 15 minuti.

Formare quindi dei filoni e trasferirli con la chiusura sotto in stampi da plumcake imburrati.
Spennellare con tuorlo e latte mescolati.

Far lievitare per 1 ora a 28°, oppure se la temperatura è più bassa allungare i tempi e aspettare che l'impasto arrivi al borso dello stampo.

Una volta lievitato spennellare nuovamente e cuocere in forno a 180°/200° per 45 minuti.

Far raffreddare su una gratella, poi trasferire a 18° per 18-24 ore coprendo i filoni con un panno pulito.

Trascorso questo tempo, tagliare i filoni a fette di circa 1 cm di spessore e tostare in forno le fette (io a 140° per 40 minuti, ma la prossima volta penso abbasserò ancora la temperatura)

Far raffreddare le fette in forno semiaperto, poi traferire in sacchetti per alimenti o una scatola di latta.

NOTE:
Le mie fette si sono conservate benissimo per una settimana poi purtroppo sono finite ma secondo me avrebbero retto di più!
Sconsiglio di fare la dose doppia, a meno che non abbiate un forno molto grande o con molti ripiani.. Io utilizzando 2 teglie ci sono stata a pennello, 20 fette per teglia.

Che dire?
Buonissime... Grazie Paoletta per questa ricetta!




mercoledì 3 ottobre 2012

Posso offrirvi un pasticciotto?

Mamma mia!
Mi è preso un colpo a vedere da quanto tempo non scrivevo nel blog! (e purtroppo sono assente anche dai vostri..)
Ma da adesso forse, dico forse, riuscirò a mettermi d'impegno per essere più presente!

Per cominiciare bene e per farmi perdonare posso offrirvi un dolcetto? :)



Si tratta del pasticciotto leccese, con cui è stato amore al primo assaggio.. e quindi ho deciso di farmelo da me! Dopo un pò di ricerche in internet sono approdata qui e qui e mi sono convinta a provare seguendo quasi alla lettera le loro indicazioni, se non fosse per la crema pasticcera che ho fatto senza la panna semplicemente perchè avevo dimenticato di comprarla!

Se li fate, per la frolla usate lo strutto e l'ammoniaca! L'abbinata permette di ottenere una frolla squisita (lo strutto non si sente..), dalla consistenza croccante fuori ma morbida dentro.. Per quanto riguarda l'ammonica, vi riporto quello che dice Ornella:

"L’ammoniaca va dosata bene e l’impasto fatto riposare prima di cuocerlo. In cottura è bene lasciare lo sportello del forno sfessurato per i primi 10-13 min. in questo modo l’ammoniaca evapora bene. Comunque, l’ammoniaca è il miglior lievito poichè non lascia nessun residuo nel cibo evaporando completamente. Ovvio che si deve usare su impasti a pasta dura e non molle. Nel ciambellone non va bene, perchè l’impasto, anche dopo la cottura, rimane umido e quindi l’ammoniaca non riesce ad evaporare."

Ripeto, lo strutto non si sente e il sapore finale è spettacolare!
L'ennesima prova che il maiale è buono sempre e cmq! :)

Ecco quindi la ricetta del

PASTICCIOTTO LECCESE (ricetta da qui con le indicazioni di Ornella)



Ingredienti (per 12 pasticciotti):
  • per la frolla:
400 gr di farina 00
200 gr di strutto
4 tuorli
Sale un pizzico
200 gr di zucchero
Semi di mezzo baccello di vaniglia
Scorza grattugiata di un limone
2 gr di ammoniaca per dolci

  • per la crema pasticcera
450 gr di latte
50 gr di panna (io l'ho sostituita con pasi dose di latte non avendo la panna)3 tuorli
120 gr di zucchero
45 gr di amido di mais (maizena)
Sale un pizzico
la scorza grattugiata di un limone
Semi di mezzo baccello di vaniglia

Procedimento:
La sera prima preparare la crema.
Mettere a scaldare il latte con la panna e gli aromi.
A parte montare i tuorli con lo zucchero e poi incorporare l'amido di mais.
Quando il latte bolle versare il composto di tuorli-zucchero-amido (se è ben montato non servirà mescolare la crema, in quanto la massa starà a galla sopra il liquido - Montersino docet!). Non appena riprende il bollore (si vedono le bollicine a lato del composto di tuorli) mescolare velocemente con una frusta e togliere dal fuoco.
La crema dovrà risultare bella densa.
Mettere in una ciotola di vetro e coprire la crema con pellicola a contatto per non far formare la pellicina).
Far riposare in frigo fino al mattino successivo.

La mattina seguente preparare la frolla mescolando lo zucchero con i tuorli.
Aggiungere quindi lo strutto, il sale, la vaniglia e la buccia del limone grattuggiata.
Per ultima la farina precedentemente setacciata insieme all'ammoniaca.
Fare una palla, coprire con pellicola e far riposare in frigo un'oretta.

Dopo il riposo riprendere la frolla, e stenderla di uno spessore di circa 3-5 mm, coppare la pasta e rivestire degli stampi in alluminio precedentemente unti con lo strutto e passati con la farina (lo strutto nello stampo serve a far cuocere meglio la frolla e a renderla più croccante, non a facilitare la sformatura!).
Lo stampo originale sarebbe ovale, ma non lo avevo e ho usato degli stampini tondi da muffin.
Riempire gli stampi con la crema e poi rivestire con un altro disco di frolla.
Fare un forellino in cima e spennellare con l'albume.
Infornare a 175° per 20 minuti in forno ventilato.
Una volta fatti uscire dal forno farli raffreddare a testa in giù, perchè devono essere piatti!
Gustati caldi danno il meglio di sè!

mercoledì 5 settembre 2012

I'm back!

Eccomi qui di ritorno dalle ferie :)
Quest'anno ho proprio esagerato, non mi sono fatta mancare nulla!
Sempre in tema vacanze ne approfitto per ringraziare Esme che mi ha spedito una bellissima guida che di sicuro sfrutterò per la prossima vacanza!

E ora si riprende la vita quotidiana.. o quasi..
Nel frattempo viste anche le temperature più miti perchè non riaccendere il forno?
Eccovi dei biscottini ottimi per un thè con le amiche, ma anche per la colazione, la merenda, il dopopasto.. :) Non ho certo inventato nulla di nuovo, ma sono carini e gustosi, quindi perchè non farli?

BISCOTTI GIRELLE ALLA MARMELLATA



Ingredienti (per circa 40 biscotti):

250 gr di farina 00
125 gr di burro
100 gr di zucchero
un uovo
un pizzico di sale
zeste di un'arancia
1 cucchiaio di marmellata a piacere (per me di susine)

Procedimento:

Lavorare la farina a cui è stato aggiunto il pizzico di sale e le zeste grattuggiate di un'arancia con il burro ben freddo tagliato a tocchetti.
Aggiungere quindi lo zucchero e continuare a "sabbiare" il composto.
Aggiungere quindi l'uovo lavorando l'impasto il meno possibile.
Formare un panetto, ricoprirlo di pellicola e farlo riposare in frigo un'oretta.
Trascorso il tempo di riposo, tirare fuori la frolla dal frigo, lavorarla per ridarle elasticità e stenderla in un rettangolo il più possibile regolare dello spessore di circa 1/2 cm.
Stendere quindi un velo sottilissimo, quasi impercettibile, di marmellata, lasciando libero circa 1 cm dal bordo.
Arrotolare l'impasto su sè stesso in modo da ottenere un rotolo regolare.
Ricoprire di nuovo con la pellicola e riporre in frigo per mezzoretta (questo passaggio serve a far sì che in cottura i biscotti tengano meglio la forma).
Nel frattempo scaldare il forno statico a 180°.
Tagliare quindi il rotolo in modo da ottenere dei biscotti dello spessore di circa 1/2 cm, porli su una teglia con carta da forno e cuocere per circa 10-12 minuti.
Appena fuori dal forno saranno ancora morbidi, far raffreddare su una gratella.

lunedì 30 luglio 2012

Festeggiamo?

Lo so che è una vita che non scrivo nel blog e sono quasi totalmente assente dalla blogsfera ma l'EVENTO richiede un festeggiamento adeguato..

Una nuova piccola creatura che viene alla luce è una cosa stupenda..
E poi la mia prima nipotina è la più bella del mondo.. Vi fidate anche se non metto la foto? :)

Sono davvero emozionata, ieri l'ho presa in braccio per la prima volta.. indescrivibile..

E per lei, che è così dolce, morbida, soffice e adorabile ho preparato un dolce con una crema vellutata.. Beh in realtà il dolce tra un'oretta lo porto alla sua mamma che dopo 3 giorni di "impegno" per farla uscire ha bisogno di riprendersi un pò, vero sorellona? ;p

Ecco quindi il

CESTINO DI CROCCANTE CON CREMA ALLO ZENZERO E FRUTTI DI BOSCO



Ingredienti:

  • per il cestino
300 gr di zucchero
200 gr di granella di nocciola

  • per la crema pasticcera
5 tuorli
1/2 l di latte
125 gr di zucchero
25 gr di farina
1 stecca di vaniglia
25 gr di zenzero fresco

  • per la finitura
500 ml di panna da montare
100 gr di cioccolato fondente
300 gr di frutti di bosco


Procedimento:

Per il cestino, porre lo zucchero in un pentolino con il fondo spesso su fiamma bassa e farlo caramellare.


Una volta che lo zucchero è caramellato aggiungere la granella di nocciole e mescolare bene il tutto.



Rovesciare la massa (bollente!) su un ripiano di marmo leggermente oliato e con il mattarello ottenere uno strato spesso circa 1/2 cm.




Con l'aiuto di una ciotola rovesciata ritagliare il croccante in modo da ottenere una forma circolare.



Dare la forma a cestino con l'aiuto di una ciotola leggermente più piccola, posizionando il croccante sulla ciocota rovesciata e "plasmandolo"con le mani (a questo punto non scotta più).


Ho realizzato due cestini, uno più piccolo da 2 porzioni e uno più grande da 6 porzioni; le foto delle fasi di lavorazione si riferiscono al cestino più grande anche se il più piccino è venuto meglio.. Pur essendo il primo tentativo.. per la serie la fortuna dei principianti! :)



Far sciogliere il cioccolato fondente a bagnomaria e poi rivestire l'interno del cestino con il cioccolato fuso.




Mettere in frigo.

Nel frattempo preparare la crema.
Mettere a bollire il latte con lo zenzero tagliato a fettine sottili e il bacello di vaniglia inciso per il lungo.
Sbattere i tuorli con lo zucchero e aggiungere la farina mescolando bene perchè non si formino grumi.
Quando il latte bolle, filtrarlo e unirvi il composto di uova.
Riportare quindi a bollore la crema.

Montare la panna e mescolarla alla crema (fredda!).

Riprendere quindi il cestino di croccante dal frigo e alternare crema e frutti di bosco misti fino ad esaurimento degli ingredienti.


Prima di servire spolverare con dello zucchero a velo.

ps è possibile realizzare questo dolce in anticipo (il giorno prima) perchè il croccante ricoperto di cioccolato mantiene la sua croccantezza


 


Con questa ricetta dolce partecipo a Get an Aid in the Kitchen di Cucina di Barbara
Non trovate che di fucsia nella mia cucina manchi solo una Kitched Aid??? :)



giovedì 28 giugno 2012

Per te..

Questo post è per te, che so che passerai di qui prima di chiunque altro..
Per te che da quanto ti ho conosciuta ci sei sempre stata.. e anche se ultimamente sono un pò sparita sai che ci sono per te..
Per te che sei una persona speciale e un'amica vera..



Buon compleanno tesoro! :)

Anche se sono in fase di preparazione valige e ultimamente sto perdendo colpi (per capire a che livelli di rimbambimento sono basta considerare che ho appena scoperto di aver lasciato dai miei a 100km da qui il mio unico trolley.. e parto tra pooche ore.. no comment) ecco, nonostante ciò, non mi sono assolutamente dimenticata di te e del tuo ... 18esimo complenno! ;)
E come ogni compleanno che si rispetti ecco un dolcetto (virtuale) con cui festeggiare!

BACI SOFFICI (ricetta di Donna Hay)


Ingredienti (per 25 baci):
4 uova
110 gr di zucchero semolato
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
150 gr di farina autolievitante, oppure 140 gr di farino 00 setacciata con 10 gr di lievito
panna per servire
zucchero a velo per spolverare

Procedimento:
Scaldare il forno a 180°.
Montare le uova con lo zucchero e la vaniglia fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso.
Incorporare delicatamente la farina aiutandosi con una spatola e mescolando dal basso vesro l'ato per non smontare il composto.
Con un cucchiaino o con una sac à poche fare dei piccoli cerchietti di impasto su una teglia foderata con carta forno e infornare per 5-7 minuti o finchè sono gonfi e dorati.
Unire due biscotti alla volta farcendoli con della panna e spolverare con lo zucchero a velo.

lunedì 4 giugno 2012

Semplice..

Non è semplice tornare a scrivere con spensieratezza.
Le continue scosse che stanno colpendo l’Emilia e che hanno portato con loro tanta distruzione sono un qualcosa di inspiegabile, incomprensibile e devastante.
E la terra continua a tremare.. ieri sera un’altra scossa forte (e altri danni), stanotte altre scosse più “deboli”..
Ma se si sentono e fanno paura anche qui a distanza di qualche decina di chilometri (perché essere svegliati nel cuore della notte dalla terra che trema fa paura, anche se qui il terremoto è stato percepito molto più debolmente), non riesco nemmeno a immaginare quale sia il loro effetto nelle zone dell’epicentro..
E a tutti coloro che si trovano nelle zone più colpite va la mia solidarietà.. ognuno nel suo piccolo può fare qualcosa per dare un aiuto.. Iniziative non ne mancano, e ve ne riporto solo una:

“Presso Banco Popolare è stato attivato un conto su cui clienti e dipendenti possono effettuare versamenti destinati alla popolazione colpita dal terremoto.
Dare una mano è facile: per effettuare il versamento tramite bonifico, senza commissioni, è sufficiente entrare nel proprio by Web e cliccare sul banner appositamente predisposto.

In alternativa è possibile effettuare un bonifico verso le seguenti coordinate:

Nome beneficiario: Banco Popolare Terremotati Emilia
Causale: Erogazione liberale
IBAN: IT32G0503412900000000028358

La donazione sarà effettuata in forma gratuita, sia da by Web sia tramite le filiali del Gruppo Banco Popolare. Il bonifico con addebito in conto corrente e il bonifico per cassa saranno automaticamente esenti da commissioni.”

Questi accadimenti fanno riflettere, ci riportano con i piedi per terra, ricordandoci la caducità di tante cose che si danno per scontate. Una casa, una famiglia, un lavoro.. Tutto può essere spazzato via in qualche frangente.. E si è riportati a valutare ed apprezzare le cose più semplici..
Come i biscotti che vi propongo oggi, venuti fuori da un pomeriggio a casa di un’amica (a cui tra l’altro faccio un grande in bocca al lupo per la nuova avventura che inizierà a breve!).
Una ricetta semplice quindi,  come il gesto che si può fare per aiutare chi ha perso tutto in un attimo, ma che grazie alla solidarietà di chi gli è vicino può riuscire a ricostruire la propria vita tornando alla “semplice” quotidianità. Non sarà un processo breve né semplice, ma sarà possibile solo se tutti noi ci impegneremo a dare il nostro contributo!

FROLLINI ALL’ARANCIO


Ingredienti (per 2 teglie di biscotti):
·         per i biscotti:
250 gr di farina 00
100 gr di burro
100 gr di zucchero
1 uovo
1 pizzico di sale
Scorza di arancio grattugiata
·         per la glassa
1 albume
qualche goccia di succo di limone
Zucchero a velo qb

Procedimento:
Montare a crema il burro con lo zucchero, aggiungere l’uovo.
Incorporare la farina con il sale e la scorza d’arancio fino a ottenere un impasto liscio e omogeneo da tenere in frigo qualche ora.
Tirare fuori dal frigo, stendere col mattarello e formare a piacere, quindi infornare a 180 gradi per circa 10-12 minuti. Far raffreddare completamente.
Nel frattempo preparare la glassa per la decorazione amalgamando albume e zucchero a velo con qualche goccia di succo di limone utilizzando una frusta; aggiungere tanto zucchero a velo fino a quando si ottiene una crema molto densa.
Trasferire il composto in una sac à poche con beccuccio piccolo (2mm) e decorare a piacere; lasciar solidificare la glassa prima di servire.

lunedì 21 maggio 2012

Something to TASTE..



Sto cercando di rioganizzare le idee dopo una giornata passata al Taste e così a caldo sento ancora un concentrato di emozioni, sensazioni, gusti che si accavallano nella mia memoria.

Non ero mai stata al Taste e devo dire che è davvero un'esperienza da fare almeno una volta in vita!

Si tratta di un vero parco giochi per chi è appassionato di food e offre l'occasione di assaggiare i piatti dei più rinomati ristoranti di Milano e non solo a prezzi accessibili.. e poi incontri con gli Chef, showcooking, lezioni di cucina, e tanti stand in cui conoscere nuove aziende e nuovi prodotti legati al mondo del food..

Qualche esempio?

Gli essicatori Tauro  che permettono di essicare in casa i prodotti più disparati.. Non si immagina nemmeno quante ricette si possano ottenere grazie ad un essicatore, ma per averne un'idea sbirciate qui..




 Le creazioni di Milly Callegari con la sua cucina dei sensi



La pasta RUMMO, ottenuta con una lenta lavorazione




I prodotti ottenuti solo con frutta fresca di Macè



Le forchette-cucchiai di Forcù.. una piccola chicca di design!



Le caffettiere Moka Chef di Balzani Group che permettono di gustare solo la parte più  buona del caffè






Che dire poi dei piatti assaggiati?

Della pizza fritta non sono riuscita a non fare il bis.. olte alla bontà della preparazione quello che mi ha piacevolmente colpita è la gestione completamente al femminile di Alice Ristorante.




Un'altra piacevole sorpresa è stata l'Osteria Al Pont de Ferr di cui ho assaggiato gli gnocchi alla brace e la mela della favola, un involucro di caramello soffiato e modellato a forma di mela riempito con torta di mele e accompagnato da dulce de leche.




ed ecco lo Chef Matias Perdomo




Poi il Nido di funghi al wok con uovo di quaglia del Finger's Garden




Rabarbaro, biscotto all'olio di oliva, cioccolato bianco e arachidi del ristorante Vun - Park Hyatt




To be continued....

domenica 13 maggio 2012

Falafel di casa mia

Tra i piatti delle feste che vengono da sempre preparati nella mia famiglia spiccano alcune pietanze della tradizione araba, questo grazie alle mie origini italo-siriane.
La Siria è un posto davvero molto bello, che merita di essere conosciuto e visitato, ma putroppo in questo momento la situazione è davvero critica.

Una preparazione tipica di tutto il Medioriente sono i falafel, delle polpettine vegetali fritte a base di ceci; la loro diffusione e il loro successo sono sicuramente dovuti sia alla bontà di queste polpettine, ma anche all'economicità degli ingredienti e alla semplicità di preparazione.
In Medioriente rappresentano un tipico cibo da strada e ovunque vi sono bancarelle in cui vengono preparati e venduti; vengono spesso serviti con verdure come pomodoro e cetrioli e una salsa a base di tahina (pasta di sesamo) il tutto racchiuso in una "tasca" di pane arabo.

In giro si trovano molte ricette, quella che propongo di seguito è la ricetta della famiglia di mio padre; ed è a tutti i miei parenti, zii cugini e nipoti, che dedico questa preparazione sperando che la situazione che loro si trovano a vivere ogni giorno in prima persona possa presto sistemarsi.


FALAFEL



Ingredienti (per circa 40 pezzi):
800 gr di ceci secchi ammollati in acqua da 24 ore
300 gr di prezzemolo
1 cipolla bianca
sale fino
2 cucchiai di coriandolo non macinato (sono quelle palline che si vedono in basso a sinistra nella foto)1 cucchiaio raso di cumino
200 gr di semi di sesamo
olio di semi per friggere *
250 gr di yogurt bianco
2 cucchiaini di tahina (pasta di semi di sesamo reperibile in negozi etnici o che vendono prodotti bio)

Procedimento:Tritare col mixer i ceci ammorbiditi in acqua da 24 ore (o dalla sera prima) insieme alla cipolla, al prezzemolo pulito e al coriandolo fino ad ottenere un impasto dalla consistenza simile alla sabbia bagnata, non deve essere nè troppo umido nè troppo asciutto, deve poter essere lavorato con le mani.
L'umidità dell'impasto dipende dalla qualità dei ceci, ma anche dal prezzemolo che va asciugato bene prima di essere tritato, solitamente non è necessario "aggiustare" la consistenza dell'impasto ma se dovesse tendere a sfaldarsi si può aggiungere qualche cucchiaio di acqua, viceversa se dovesse risultare appiccicoso aggiungere una spolverata di farina.

Aggiungere quindi il cumino, 150 gr di semi di sesamo (la parte restante servirà per cospargere la superficie dei falafel) e aggiustare di sale.

Per quanto riguarda le spezie, è preferibile aggiungerle gradatamente dal momento che si tratta di sapori forti; anche la quantità di cipolla può essere ridotta o addirittura omessa se risultasse non gradita.

A questo punto dovreste aver ottenuto un impasto di un colore tendente al verde ed è il momento di formare i falafel. Io ho utilizzato l'attrezzo apposito stampo ma è possibilissimo formare delle polpettine piatte utilizzando le mani appena inumidite.

Eccovi la sequenza della formatura:

1. prendere un pò di impasto e iniziare a riempire lo stampo apposito


 2. appiattire bene l'impasto


3. far aderire i semi di sesamo alla superficie del falafel


4. formare un buchino al centro aiutandosi con il mignolo (questo passaggio non è obbligatorio, ma sono molto più carini così!)


5. Riporre in un vassoio


Nel frattempo metterle a scaldare l'olio di semi * e quando è a temperatura friggere i falafel fino a quando sono belli dorati, girandoli un paio di volte per lato.



Preparare la salsa di accompagnamento mescolando lo yogurt bianco con la tahina.

Si possono servire caldi appena fatti, ma anche tiepidi o addirittura freddi (è possibile quindi prepararli in anticipo, in tal caso tenere un pò indietro la cottura e accompagnarli tassativamente con la salsa altrimenti potrebbero risultare un pò secchi). 
Appena fatti invece sono gustosi anche da soli, anzi è ben difficile riuscire a cucinarli senza assaggiarne in continuazione, poi non ditemi che non vi ho avvisato!

Oltre alla salsina alla yogurt si possono accompagnare con pane arabo e verdure fresche come pomodori e cetrioli.



 
 


* una nota sulla frittura: se viene fatta "bene" non è dannosa per la salute, ma è necessario usare alcuni accorgimenti.
Ogni grasso è caratterizzato da un punto di fumo ovvero da una temperatura oltre la quale si degrada ovvero inizia a decomporsi formando sostanze volatili cancerogene come l'acroleina (tipicamente si sente un pò di fastidio agli occhi quando il grasso di frittura va oltre il punto di fumo).
Dal momento che ogni grasso (solido o liquido) ha un suo punto di fumo è preferibile usarne uno che abbia un punto di fumo elevato e che sia stabile, ovvero contenga più acidi grassi moninsaturi piuttosto che polinsaturi (ma non vorrei entrare troppo nel dettaglio); l'olio di oliva sarebbe da preferire perchè è più ricco di acidi grassi monoinsaturi (più stabili) e di sostanze antiossidanti, e meno ricco di acidi grassi polinsaturi (meno stabili), e pertanto più resistente alle alte temperature, ma molti lo scartano per il costo e per il sapore forte, a seguire vi sono gli oli di semi, quello di arachide in primis (punto di fumo attorno a 200°). Da non usare MAI l'olio di semi misti dal momento che i diversi oli di diversi semi hanno punti di fumo differenti e questo porterebbe a non avere un "vero" punto di fumo.
In cottura si deve fare in modo che l'olio non superi mai il punto di fumo, tenendo controllato il fuoco e non lasciando mai la pentola mezza vuota facendo così salire la temperatura dell'olio; quando inizia ad esserci del fumo vuol dire che l'olio ha superato il punto di fumo e andrebbe buttato, perchè si è degradato.
Infine lo stesso olio una volta usato andrebbe riutilizzato solo se si è sicuri di non aver raggiunto il punto di fumo.
Spero di non avervi annoiato.. io non sono per demonizzare la frittura in generale, ma sono per farla bene!


Con questa ricetta partecipo al contest Sapori d'Oriente de La cucina di Esme